Sui luoghi della grande guerra

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Sui luoghi della grande guerra

 

Ex Forte interrotto – Loc. Camporovere di Roana
Tipica costruzione di concezione medioevale risalente a metà ottocento, ha l’aspetto più di un castello che di un forte. Utilizzato principalmente come caserma difensiva per il controllo dei transiti sul confine, in linea con la sottostante ‘tagliata della Val d’Assa’. La fortezza è stata utilizzata come punto di osservazione a ridosso della prima linea delle fortezze quali il Verena, costruite immediatamente prima della guerra con concezione completamente diversa. Durante l’avanzata austriaca, la Strafexpedition, è stato abbandonato dalla guarnigione, quindi riciclato dalle truppe austroungariche, sempre come posizione strategica di osservazione.
Come raggiungere il luogo
Il luogo è raggiungibile in automobile ma si consiglia una tranquilla passeggiata partendo dalla piazza di Camporovere, oppure salendo qualche tornante per la strada e parcheggiando ai margini del bosco. Dalla località Camporovere seguire la strada che si stacca proprio a fianco della chiesa, sulla destra e conduce in breve ai prati retrostanti, dai quali si gode un ampio ed affascinante scorcio sulla piana di Asiago. Il forte sorge poco sotto la cima del monte Interrotto da cui prende il nome a 1400 metri di quota. Dal forte la stradina prosegue nella fittissima abetaia e conduce al cimitero del Mósciagh, della I^ guerra mondiale. Durata del percorso: circa un’ora e trenta minuti, itinerario pressoché facile, non presenta alcuna difficoltà.

Ex Forte di Cima Lisser
Assieme al Forte Leone a Cima di Campo, il Lisser era il cardine superiore dello sbarramento “Brenta – Cismon” , il fine era quello di proteggere tutta la frontiera della Valsugana. Il forte però non ebbe alcun ruolo fondamentale durante la guerra, fu fin da subito disarmato, venne quindi convertito più che altro da deposito e tranquilla caserma di retrovia. Il Forte sorge sull’omonima cima all’altezza di 1640 mt. circa, poco dopo l’abitato di Enego all’estremo Nord Est dell’altopiano dei Sette Comuni. Ex Forte venne costruito tra il 1911 e il 1912 e lo scopo principale era quello di controllare la Valstugana. Situati sulla sommità del Forte c’erano 4 cannoni e alcune cupole girevoli a 360°, per la difesa ravvicinata si poteva contare su un sistema di 10 mitragliatrici "a scomparsa" e un batteria di 4 pezzi da 75mm, sui fianchi delle costruzioni venivano schierati 4 obici e alcune mitragliatici. Oggi il Forte viene utilizzato d’inverno come punto di appoggio per le sciovie e d’estate come vaccheria, si trova comunque in buono stato di conservazione, nonostante abbia subito numerosi attacchi e distruzioni. L’interno è interamente visitabile è necessario però munirsi di una potente torcia elettrica.
Come raggiungere il luogo
Il Forte è raggiungibile dalla strada che da Enego conduce agli impianti di risalita sciistici di Enego 2000 in località Casara Tombal, antica osteria nei pressi della stazione intermedia della teleferica per raggiungere il forte. Si può lasciare i veicoli e seguire sia la ex strada militare, vivamente consigliata per gli scorci paesaggistici e le bellezze che offre la zona, oppure seguire gli impianti della sciovia che conducono direttamente al Forte, in entrambi i casi non c’è segnaletica. La strada militare vi porta con una lieve pendenza al Forte Lisser che è visibile grazie alle opere di controbatteria solo quando si giunge alla cima (circa un’ora e mezza).

Ex Forte di Punta Corbin
E’ una specifica tipologia fortificata tra i più moderni della guerra, venne costruito tra il 1906 ed il 1911, sulla cima settentrionale del pianoro di monte Cengio, per dominare la Val d’Astico e la forra della Val d’Assa a 1096 mt. s. l. m. La sua funzione era quella di sbarramento per eventuali avanzate austriache nel fondovalle. Subì qualche colpo di grosso calibro dell’artiglieria e sparò alcune cannonate verso il Forte Luserna, ma sostanzialmente non venne mai utilizzato in battaglia. In parte già disarmato, venne abbandonato con l’avanzata della Strafexpedition. Come per gli altri forti italiani, non subì le devastazioni degli anni ’30 da parte dei ‘recuperanti’, che distrussero pressochè tutte le fortezza austriache, in quanto costruito con grossi spessori di cemento ed impasto di pietrame grossolano, ma senza armature in metallo. L’armamento del Forte era previsto in 6 pezzi da 149 in acciaio, alcune cupole girevoli, 4 mitragliatrici pesanti in postazione e 4 cannoni in bronzo da 87 mm in batteria esterna per la difesa ravvicinata. All’interno del forte è custodito un piccolo ma interessante museo curato negli anni da appassionati e studiosi della Prima Guerra Mondiale. Sono conservati reperti bellici rinvenuti durante di lavori di pulizia del forte, donazioni o recuperi dai campi di battaglia dell’Altopiano.
Come raggiungere il luogo
Il punto di partenza è situato presso la chiesa di Treschè Conca, in direzione sud si incrociano le indicazioni per raggiungere il forte che dista circa 5 km. La strada, prima asfaltata poi sterrata è piacevole da percorrere sia a piedi che in mountain bike. Il forte risulta di proprietà privata ed è visitabile con l’acquisto del biglietto d’ingresso presso il bar del forte, è aperto tutti i giorni dal 01/07 al 31/08 e tutte le domeniche dal 01/09 al 30/11 e dal 01/04 al 30/06

2015-07-09T00:41:05+00:00